sabato 31 ottobre 2009

Piccole ciotole di cartapesta

Il volto umano dell'arte



Tempo fa ho letto un libro sulla vita del pittore Vincent Van Gogh,un libro che vuole mostrare prima di ogni cosa l'aspetto umano di Vincent,quello che lui avrebbe voluto comunicare..mi ha colpito questa paginetta che vi lascio qui sotto e su cui potrebbero partire infiniti discorsi sul rapporto UOMO-CREATIVITA'-VITA..



"Quale Vincent Van Gogh ci propone questa società dei consumi e dello spettacolo?
Il pazzo-suicida,quello delle vendite record,il plagiato da falsari -esperti?ci si è davvero impegnati a scrutare veramente il suo "volto umano"?

Io propongo di scrutare innanzitutto il volto umano di Vincent perchè,se l'assenzio oggi è scomparso,altre crisi-mondiali questa volta-infieriscono.Crisi di disperazione per tanti bambini massacrati,crisi di rabbia per tanti giovani esclusi,crisi di spavento per tante vite insensate.
Perchè gli artisti,che dedicano la propria vita all'arte e,come Vincent,la mettono a repentaglio sono così poco stimati?Perchè milioni di persone non entrano mai nei musei?Ne sono "assenti" per abuso di assenzio della mediocrità,perchè instupiditi dagli elettroshock della volgarità,apatici e sottomessi a "pensatori" che ritengono di avere la patente per pensare?
Perchè la nostra società,che produce sempre più drogati,marginali,esclusi,è incapace di offrire agli uomini il senso della vita che l'artista sa proporre?
Che cosa bisogna cambiare: l'uomo o la società?
Una società che non rinchiuda più le persone in difficoltà.Una società che ha sostituito le celle d'isolamento con le schede elettorali,con il supermercato,con i maestri di un pensiero a senso unico,con la disinformazione e,se ciò non bastasse,con tranquillanti a volontà.Domanda importante:oggi,dove potremmo curare Vincent,che cosa potremmo fare per lui?
Intervenire chirurgicamente sul focolaio epilettico farebbe cessare le sue crisi.Un po' di prozac o di Lexomil terrebbe sotto controllo la sua malinconia,lo preserverebbe dal suicidio.Ma egli dipingerebbe gli stessi quadri?
Angoscia malinconia o sofferenza morale,più dolorose delle peggiori sofferenze fisiche,oggi possono essere curate .Ma che ne è di queste persone tranquillizzate?che cosa è meglio?Restare sè stessi,sofferenti ma vivi e creativi,oppure drogarsi fino a toccare lo stato vegetativo?
Vincent è consapevole che le sue crisi ,catartiche,lo guariscono dal male di vivere.
Afferma che "più divento dissipato,malandato,un coccio rotto,più divento artista,un creatore.." e ancora:"mi piace molto credere che le malattie ,certe volte,ci guariscono.Mi spiego meglio:quando il malessere sfocia in una crisi,questo vuol dire che è una cosa necessaria al recupero dello stato normale delle nostre forze."
Pur essendo un intralcio,l'epilessia e la melanconia di Vincent non erano forse primo motore della sua creazione?Il suo applicarsi forsennatamente alla pittura,per padroneggiare forme e colori,non era forse di per sè rimedio e rivincita contro la sua infelicità?
A queste domande lui stesso ha dato una risposta:
"noi abbiamo bisogno di allegria e di felicità,di speranza e di amore.Più divento vecchio,brutto,cattivo,malato,povero,più mi voglio vendicare ottenendo un colore brillante,ben armonizzato,splendente".
"i gioiellieri" aggiunge,"sono ormai vecchi e malandati quando finalmente diventano capaci di ben combinare le pietre preziose" E saper armonizzare i colori sulla tela per farli vibrare " è qualcosa che somiglia a creare gioielli"Superare ostacoli e malattia:era forse questo il prezzo da pagare per raggiungere la pienezza della propria arte.
Più che di tranquillanti o di antidepressivi,Vincent aveva un bisogno vitale,quello dell'ascolto e del sostegno altrui,che avrebbero dato un senso alla sua vita e l'avrebbero portato all'autostima invece che all'autodistruzione per senso di colpa.
E' qui che il medico si trova ad assumere lo stesso compito dell'artista,quando si rende conto che ,al di là della sua missione di guarigione,vi è quella di rendere più grande l'umanità.Una missione che può portare persino ad astenersi dal guarire.."

da "il volto di Van Ghog" di Francois-Bernard Michel


Sottolineo la provocazione dello scrittore:


Che cosa bisogna cambiare: l'uomo o la società?


e aggiungerei..

La creatività ha il potere di "salvarci"?

Colori nell'anima



..ciotola in Cartapesta

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